Svezia e Canada si confermano in prima linea a tutela dell’ambiente

Ormai la tutela dell’ambiente è entrata a pieno titolo nelle agende di tutti i governi, non solo quelli delle super-potenze come Stati Uniti e Cina. A riprova di tutto questo negli ultimi giorni vi sono stati alcuni importanti avvenimenti, primo fra tutti la dichiarazione di Donald Trump, che dopo aver usato toni durissimi contro l’Accordo di Parigi nel corso della campagna elettorale per le presidenziali USA, ha palesato un’apertura inaspettata, affermando di non essere contrario in linea di massima all’Accordo di Parigi.

Ma probabilmente più importanti, in quanto azioni concrete tutela dell’ambiente, sono le decisioni prese dai Governi di Svezia e Canada, decisioni che hanno confermato i due Paesi all’avanguardia sulle questioni legate alla tutela dell’ambiente.

La Svezia fa marcia indietro sulla tassazione delle rinnovabili

E l’esecutivo svedese, oltre che all’avanguardia nelle questioni legate all’ambiente e al benessere di chi vive in Svezia, si è mostrato anche capace di tornare sui propri passi ed ammettere un errore di valutazione.

L’esecutivo del Paese scandinavo ha infatti deciso di mandare in soffitta la tassa sulla produzione di energia solare, che quindi ha avuto vita davvero breve, essendo stata creata e introdotta nei primissimi mesi di questo 2016 che ormai è agli sgoccioli. marcia indietro sulla tassazione delle rinnovabili

La scelta è stata dettata anche dalle forti critiche che sono arrivate sia dai climatologi che dalle forze politiche avverse all’esecutivo, ma indubbiamente si tratta di una decisione da lodare, perchè mostra come il Governo non sia stato sordo alle rimostranze della società civile. La tassa che verrà presto abbassata del 98%, non andando praticamente più ad impattare sul portafoglio dei contribuenti, andava a colpire la produzione solare oltre i 250 kilowatt e si concretizzava in una consistente spesa non tanto per i soggetti privati, quanto per le aziende.

Il Ministero dell’Economia, in una nota, ha specificato come al momento non sia possibile abolire del tutto la tassazione in questione, ma ha pronosticato un aumento degli investimenti nel campo delle energie rinnovabili: alla base della mancata eliminazione totale della tassa vi sono questioni di natura tecnica, le quali però dovrebbero venire meno da qui a qualche anno.

Ora la parola passa alla Commissione Europea

Se questa decisione pone ancora una volta la Svezia, che l’anno scorso ha dichiarato in una sede importante come l’ONU di voler dire addio all’energia di tipo fossile entro i prossimi 20 anni, all’avanguardia nella tutela dell’ambiente, va però messo l’accento sul fatto che la scelta di abolire (in pratica) la tassazione sulle rinnovabili dovrà ricevere il “disco verde” da Bruxelles.

Non dovrebbero però esserci problemi, perchè il Governo del Paese scandinavo aveva affermato di aver introdotto la tassa per adeguarsi alla normativa comunitaria, giustificazione però smentita dall’UE stessa in più occasioni.

Intanto il Canada annuncia l’addio al carbone

E questa settimana è sicuramente stata positiva per quanti si battono a favore dell’ambiente, visto che il Canada ha annunciato la volontà di chiudere definitivamente con l’elettricità generata attraverso l’utilizzo delle centrali a carbone.

E il dicastero dell’Ambiente ha anche indicato una data per il raggiungimento di tale risultato, ovvero il 2030. E per riuscire a concretizzare tale disegno non è esclusa l’introduzione di una tassa, già battezzata “carbon tax”, con cui si vorrebbe incentivare il ricordo alle fonti di energia rinnovabili.

websexlivecam